La mano umana è un sistema estremamente complesso e finemente regolato che coinvolge 27 ossa, più di 30 articolazioni e muscoli, nonché numerosi tendini per garantire i massimi livelli di flessibilità e controllo. Per una mano artificiale, questo significa che deve essere progettata per essere al contempo robusta e flessibile, leggera e stabile, ma anche compatta e potente. Si tratta di un delicato esercizio di equilibrio che impone requisiti elevati in termini di materiali, progettazione e, soprattutto, tecnica di azionamento. I motori elettrici generano movimenti potenti, i sensori forniscono i feedback necessari e i sistemi di controllo intelligenti coordinano le operazioni in tempo reale. In poche parole, per far sì che una mano robotica riesca a muoversi nel modo più naturale possibile, sono indispensabili componenti interni precisi e finemente calibrati. L'obiettivo è quello di creare una simbiosi tra tecnologia e biologia, sia per ripristinare le funzioni perdute che per accrescere le capacità umane. Il confine tra robotica umanoide e protesica moderna ormai è molto sottile. Entrambe si basano su principi tecnici simili per riprodurre il più fedelmente possibile i movimenti della mano umana.
Micromotori per micromovimenti
I robot umanoidi rappresentano la transizione dall'intelligenza artificiale al mondo fisico reale. Le loro mani non sono solo strumenti, bensì anche dei mezzi di espressione e interazione. La qualità delle sequenze di movimento — ossia la fluidità, la potenza e la precisione con cui vengono eseguite — dipendono in larga parte dalla tecnologia di azionamento integrata. Miniaturizzazione, precisione, dinamica ed efficienza energetica non sono solo parole, ma veri e propri fattori chiave per il successo. Solo quando questi elementi interagiscono alla perfezione è possibile ottenere movimenti così naturali da sembrare quasi umani. Un'elevata efficienza energetica assume un ruolo fondamentale: lo spazio e le fonti di energia sono limitati ma il sistema di azionamento deve comunque funzionare in modo affidabile.

Per riuscire a muovere singolarmente le dita di una mano robotica o protesica, è necessario che ciascun dito sia azionato da uno o più attuatori. Spesso servono più di 20 azionamenti per ottenere le sequenze di movimento più complesse. Questi sistemi di azionamento composti da motore, encoder, riduttore planetario, vite filettata e controllo, devono essere estremamente compatti. Solo così è possibile fare in modo che le dita riescano ad adattarsi a diversi tipi di presa: da movimenti fini e delicati fino a prese potenti e decise. I motori DC della serie SXR di FAULHABER sono particolarmente adatti a questo tipo di applicazioni esigenti. Grazie alla loro geometria di avvolgimento innovativa, ai magneti in terre rare ad alte prestazioni e alle numerose possibilità di combinazioni con riduttori planetari ad alta precisione, offrono prestazioni ideali per l'impiego in mani robotiche o protesiche.
Tante possibilità racchiuse in una mano
FAULHABER vanta decenni di esperienza nello sviluppo e nella produzione di sistemi di azionamento ad alta precisione e conosce a fondo le esigenze specifiche delle mani robotiche e delle protesi moderne. I micromotori FAULHABER sono utilizzati in tutto il mondo, sia nelle protesi mediche di alta gamma che nei sistemi robotici avanzati. Consentono ciò che a lungo è stato considerato un sogno visionario: movimenti potenti, sensibili e dinamici in spazi estremamente ridotti. Sia che si tratti del corpo umano o di un robot umanoide, la qualità di ogni movimento inizia dal sistema di azionamento appropriato.
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